Trasparenza

Sospendo per un attimo la serie di articoli sulla nascita di Meme Coworking per analizzare lo stato attuale del progetto.

Uno dei maggiori punti di forza di Meme Coworking, una cosa per cui abbiamo combattuto a lungo, è l'accessibilità economica delle postazioni. Non si possono chiedere più di 250 € al mese per una scrivania ed una connessione ad Internet a ragazzi e ragazze che cominciano una professione dal nulla e in modo autonomo.

Bisogna incentivare l'intraprendenza e premiare il merito, per questo abbiamo deciso di chiedere aiuto al Comune di Mogliano. Ad aprile fondiamo l'associazione senza scopo di lucro Forever Alone e andiamo dall'assessore alle politiche giovanili.

La risposta da parte del comune è fantastica, in meno di due settimane avevamo già una proposta per il locale da adibire a coworking: l'ex farmacia comunale di Marocco in Via Marignana.

Il patto è che una società partecipata dal Comune e proprietaria dello stabile, avrebbe offerto in comodato d'uso lo spazio. Facendo due conti viene fuori che una postazione possiamo offrirla per meno di 150 € al mese. Sembra tutto perfetto e sull'onda dell'entusiasmo aspettiamo il contratto da firmare e registrare.

Dopo qualche giorno arriva la prima brutta notizia, oltre alle utenze saranno a nostro carico anche le spese condominiali, circa 600 € all'anno.

Alla riunione preliminare affiorano altri problemi: ci vogliono accollare la famigerata IMU. Una spesa di oltre 1200 € l'anno che non mi preoccupa economicamente, ma che mina la mia fiducia negli interlocutori del Comune.

Cerchiamo di contrattare e sembra che vada tutto per il meglio: non dobbiamo più pagare l'IMU, ma nel contratto compare una clausola vessatoria che ci da un massimo di 15 giorni per liberare lo stabile in caso di vendita. Facciamo buon viso a cattivo gioco e decidiamo di accettare comunque, forti del fatto che lo stabile oggetto del contratto è in vendita da più di due anni, ma che nessuno ha mai dimostrato interesse per l'acquisto.

Mercoledi 30 maggio 2012, dopo circa tre mesi di riunioni, attese e contrattazioni, andiamo in Comune per quello che noi pensavamo fosse l'atto conclusivo: la firma del contratto e la consegna delle chiavi dell'ufficio.

In quel preciso momento il nostro piccolo mondo ci crolla addosso perchè sembra che qualcuno sia interessato all'acquisto dei locali. Sembra una beffa, ma a pochi metri dall'obiettivo è tutto da rifare.

Sono passate circa due settimane dalla doccia fredda, ma noi non demordiamo. Stiamo marcando stretto tutti i responsabili dell'iniziativa perché vogliamo arrivare all'obiettivo: il primo coworking economicamente accessibile e senza scopo di lucro in Italia e insieme a tutti voi sono sicuro che ce la faremo.